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Dicono di noi


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Milano, un mare di vino

Dal Veneto alla Campania, dalle Marche alla Sardegna, i vini del mare in un unico banco d’assaggio di Associazione Italiana Sommelier della Lombardia, delegazione milanese.

Guarda l’intervista a Gaetana Jacono al minuto 1’40”.

Grande attesa tra gli amanti del vino per la 25 edizione di “Cantine Aperte”, in programma oggi , 27 e domani 28 Maggio e che vedrà impegnate, da Nord a Sud, le principali cantine vinicole socie del Movimento Turismo del Vino, in un percorso tutto sensoriale: visite alle aziende aderenti, degustazioni con tante sorprese e curiosità da scoprire.

“Cantine Aperte” è l’evento enoturistico più importante in Italia, che si celebra ogni anno l’ultimo weekend di maggio e richiama migliaia di enoappassionati o semplici curiosi: Consente ai tanti appassionati di scoprire i territori più variegati, le vigne più belle e mette in contatto ‘diretto’ cantine ed intenditori; per molti è diventato uno stile e per altri vera ‘filosofia’.

Il percorso dà la possibilità di degustare le migliori produzioni direttamente in cantina e di acquistarli in azienda come pure è possibile entrare nelle cantine per scoprire i segreti della vinificazione e dell’affinamento.

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Via da oggi alla 25esima edizione di Cantine Aperte, promossa dal Movimento turismo del vino. La manifestazione, che si tiene il 27 e il 28 maggio, unisce la cultura del cibo a quella del vino.

L’evento apre le porte a milioni di enoturisti e appassionati e permette di scoprire la cultura del vino direttamente nei luoghi di produzione. Oltre alla possibilità di assaggiare i vini ed acquistarli direttamente in azienda, è possibile entrare nelle cantine per scoprire i segreti della vinificazione e dell’affinamento. Tante le iniziative di cultura gastronomica ed artistica in programma.

In Sicilia, nella provincia di Ragusa, l’unica cantina ad aderire a Cantine Aperte è Valle dell’Acate.

Peraltro Gaetana Jacono Gola, regista della cantina ragusana, è entrata nel Consiglio direttivo dell’Associazione movimento turismo del vino Sicilia. “Il vino è cultura, convivialità, gioia – ha detto Jacono – e il suo futuro lo vedo sempre più legato al mondo del cibo: un binomio indissolubile che regala al viaggiatore un’esperienza unica”.

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di Stefania Carlevaro

LA VELLUTATA CON LA STRACCIATELLA

Mozzarella, stracciatella, burrata, bocconcini, di bufala o fior dii latte in questa stagione sono una tentazione continua. Per preparare capresi, fare dei crostini, avvolgerli nel prosciutto, farli filare sulla pasta con le acciughe e i broccoli. A me piacciono tanto anche con le vellutate. Come quella di pomodoro, freschissima, che introduce all’estate e sa già di vacanze. Puoi servirla per una cena in terrazza e prepararla prima. Basta fare un soffritto leggero con olio extravergine d’oliva, 1 scalogno affettato sottile e qualche foglia di basilico e poi aggiungere 1 kg di pomodori San Marzano freschi a pezzettoni. Li cuoci per circa mezz’ora a fuoco dolce. Quando sono pronti, condisci con sale e pepe e frulli il tutto. Aggiungi un filo di olio e fai raffreddare bene la crema a temperatura ambiente Un cucchiaio di stracciatella al centro del piatto e la servi con un po’ di basilico.
Provala con un rosso siciliano, un Cerasuolo di Vittoria, Valle dell’Acate.

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DONNA MODERNA

Rotocalco n. 19
Per mestiere o per divertimento, cresce il popolo degli enoturisti: fra visite in cantina e degustazioni, il settore contribuisce all’economia del territorio.

Guarda l’intervista a Gaetana Jacono al minuto 2’40”.

Sicilia en primeur si tinge di green.

La puntata_8 maggio 2017.

Guarda l’intervista a Gaetana Jacono al minuto 1’32”.

L’edizione 2017 di Vinitaly ha visto una grande affluenza di pubblico, più presenze di operatori di settore e meno caos, finalmente la grande vetrina del vino italiano, per un preciso impegno di Verona Fiere, è risultata decisamente più professionale. Al palcoscenico veronese, rispetto a qualche anno fa, oggi è più difficile scoprire nuove interessanti aziende al debutto, chi sceglie di venire in fiera generalmente si è fatta già conoscere in altre occasioni minori.
La crescita qualitativa delle quasi 150 cantine siciliane presenti è evidente, anche se ancora mi è capitato di incontrare almeno tre realtà assolutamente improponibili sia per la presentazione dei vini, sia per la loro qualità.
E’ l’anno dei vini siciliani frizzanti, le aziende hanno scoperto questa semplice tipologia e tante nuove etichette hanno esordito proprio al Vinitaly, si producono bianchi autoctoni di ottimo profilo, anche se in alcuni casi la voglia di mettere in mostra vini freschi e non troppo alcolici ha spostato un po’ troppo la bilancia verso le parti dure ed alcuni vini risultano squilibrati e poco godibili.
Altra interessante novità la produzione di rossi di ultima annata tutto frutto, alcuni davvero di grande interpretazione. In generale i vini si mostrano sempre più varietali e meno omologati, c’è la tendenza a distinguersi nel bicchiere.

[…] Riconoscibile e di ottima fattura lo Zagra Grillo 2016 di Valle dell’Acate (Rg), le sfaccettature svariano dai sentori floreali di tiglio, ai fruttati di pompelmo, pesca bianca e salvia. Al palato alterna sapidità e freschezza agrumata.

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WINEREALITY.COM

di Fernanda Roggero

Doc, sostenibilità, ospitalità: le nuove parole d’ordine del vino siciliano

Un vigneto da 100mila ettari. Oltre un milione e 700mila ettolitri di vino prodotti. Ventuno doc che lo scorso anno sono andate sul mercato con 42 milioni di bottiglie. un best-seller – il Nero d’Avola, che lo scorso anno negli Stati Uniti, principale destinazione estera, è cresciuto del 72%.
Sono i numeri del vino siciliano. un successo che dura da vent’anni, anche grazie alla capacità di fare sistema. Era il 1998 quando tre grandi protagonisti dell’enologia dell’isola – Diego Planeta, Giacomo Rallo e Lucio Tasca d’Almerita – fondavano Assovini.
Oggi l’associazione riunisce 76 cantine, che rappresentano più dell’80% del vino siciliano imbottigliato. Oltre 300 etichette di 49 di queste aziende erano in degustazione nei giorni scorsi durante Sicilia en Primeur. Nell’incantevole cornice dei giardini di Radicepura a Giarre si presentavano i vini dell’annata 2016.

Guarda l’intervista a Gaetana Jacono al minuto 8’10”.

di Daniele Miccione

E se per una volta, giusto per cambiare, provassimo ad essere ottimisti sulla Sicilia? Toccato il fondo del pantano politico e burocratico di un apparato regionale che non funziona, l’isola si gode un rimbalzo turistico, si rimbocca le maniche e prova a mettere in vetrina il meglio che ha: capitale umano e territorio. I segnali positivi arrivano da una manifestazione tecnica, poco conosciuta al grande pubblico, come Sicilia en primeur, che ha lo scopo di presentare alla stampa mondiale (quest’anno più di 100 giornalisti) la nuova annata.
In programma in questi giorni a Catania l’evento è stato lanciato nel 2004 da Assovini Sicilia, che raggruppa 76 aziende vinicole e rappresenta l’87% del vino imbottigliato nella regione.
La stampa – giornalisti specializzati sul vino ma anche più in generale sull’enogastronomia oppure sul turismo – viene divisa in gruppi di una decina di persone distribuiti su tutta l’isola. Giusto per capire quest’anno c’erano 8 tour disponibili: 2 sull’Etna, uno a Pantelleria, altri nel trapanese e così via. Ognuno con 6 aziende da visitare. L’obbiettivo primario è assaggiare il vino ma il corollario è la scoperta delle aziende, del territorio, della gastronomia. L’evento viene chiuso da due giorni di assaggi (300 vini in degustazione, alla cieca o secondo un percorso scelto dal giornalista) e incontri con i produttori.

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di Giovanna Moldenhauer

Un invito a casa di Gaetana Jacono, che oggi gestisce l’azienda di famiglia produttori enoici da 6 generazioni, ha permesso di assaggiare l’anteprima delle nuove annate di Valle dell’Acate e di conoscere la loro migliore ambasciatrice.

“Ho sempre avuto – ha commentato Gaetana – un grande sogno: creare un’azienda agricola contemporanea e sostenibile e il punto di partenza non poteva che essere la terra. Da qui il progetto “7 terre per 7 vini” frutto di 50 anni di sperimentazioni sul campo, prima empiriche poi analitiche, che hanno indicato il terreno giusto, il più caratterizzante di ogni vigna, donando al vino un’espressione unica, in grado di esaltarne la cifra peculiare. La parola chiave è innovare. Non c’è impresa senza innovazione, innovazione sostenibile. In Sicilia siamo particolarmente avvantaggiati da condizioni climatiche favorevoli a una coltivazione sostenibile. Per questo, la filosofia che applico a ogni attività di Valle dell’Acate è “piccole cose fanno le grandi cose”, per lavorare con un forte senso di responsabilità pensando sempre alle generazioni future”.

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