UNA QUALITÀ SOSTENIBILE

Valle dell’Acate è un’azienda interamente biologica e impegnata nella salvaguardia dell’ambiente. Un’azienda costantemente in trasformazione, dedita alla sperimentazione e all’implementazione di percorsi produttivi basati sui principi della sostenibilità lungo tutta la sua filiera. Un impegno che attraverso il rispetto per l a partire dalla biodiversità. La grande ricchezza della tenuta di Biddini Soprana e Sottana, una ricchezza fatta di vita e di complessi ecosistemi che costituiscono la biosfera.

Valle dell’Acate fa parte di questo equilibrio, insieme con le piante, gli animali, i microrganismi e i geni che essi contengono e tutto l’ impegno grazie a misure concrete e rigorose quali:

  • l’uso di sistemi di irrigazione che massimizzano l’efficienza dell’acqua evitandone lo spreco;

  • la riqualificazione del territorio attraverso opere di ristrutturazione delle antiche strutture aziendali che riportano alla luce l’antico splendore del luogo, carico di storia e bellezza naturalistica, rispettando sempre le sue caratteristiche;

  • la creazione del progetto “7 terre per 7 vini, un percorso di valorizzazione del territorio e delle sue tipicità più importanti, che si caratterizza per la selezione di un territorio specifico per ciascun vino, in modo tale da caratterizzare fortemente la vigna e conferire al prodotto finale un’espressione unica e inimitabile;

  • la certificazione dell’azienda con il protocollo “VIVA sustainable wine”,  progetto nazionale pilota avviato nel 2011 dal Ministero dell’Ambiente, Direzione Generale per lo Sviluppo Sostenibile, l’Energia e il Clima per misurare la performance di sostenibilità della filiera vite-vino, a partire dal calcolo delle impronte dell’acqua e del carbonio (Water&Carbon footprint), che ha visto la partecipazione di alcune grandi aziende italiane del settore.

  • La recente costituzione del progetto Comunità Energetica del Vigneto Italia,  progetto, nato dalla condivisione con la Banca Agricola Popolare di Ragusa che prevede l’implementazione di una piattaforma per la gestione di un impianto di 200 kw legato alle aziende limitrofe. L’obiettivo è quello di coinvolgere imprese agricole e vitivinicole della zona di Acate, in provincia di Ragusa, condividendo virtualmente i propri consumi di energia e ottenendo incentivi statali ventennali da redistribuire a vantaggio di tutti gli iscritti, con benefici economici e ambientali per tutto il territorio.

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Il protocollo VIVA sustainable wine muove dalla consapevolezza che una buona parte delle aziende viticole italiane ha già adottato in vigneto criteri e tecniche di produzione sostenibili, mentre il settore vitivinicolo ha avviato iniziative concrete per migliorare la performance ambientale delle cantine e dei sistemi di commercializzazione.VIVA intende valorizzare le pratiche già sperimentate ed individuare le azioni per consolidare la qualità ambientale della filiera usando le conoscenze messe a disposizione dalla tradizione locale e nazionale unitamente alle innovazioni scientifiche e tecnologiche.

Con questo progetto, il Ministero dell’Ambiente sostiene l’ingresso del settore vitivinicolo italiano (colonna portante della produzione e dell’esportazione agroalimentare italiana) nel contesto globale delle grandi imprese internazionali che hanno puntato sulla certificazione ambientale del ciclo di vita dei propri prodotti, come scelta volontaria e strategica nell’ambito della Corporate Social Responsibility.

Il progetto VIVA, di durata triennale, creerà le condizioni necessarie per dare valore al vino italiano come “prodotto bandiera” dello sviluppo sostenibile in Italia e nel mondo.

Premio Eco FriendlyPremio ecofriendly

Per il suo costante impegno nella salvaguardia dell’ambiente e le misure adottate lungo la filiera, Valle dell’Acate ha ricevuto il Premio Eco-friendly 2014 dalla Guida Vini Buoni d’Italia in collaborazione con Verallia.

Questo riconoscimento è assegnato alle cantine, particolarmente virtuose, che si distinguono nell’adozione di tecniche di lavorazione ecosostenibili per ridurre lo spreco energetico e l’impatto ambientale