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Dal Veneto alla Sicilia, dieci etichette da non perdersi a Verona dal 9 al 12 aprile

Tris siciliano
La Sicilia è un triangolo che contiene mille e una meraviglie. Una di queste è l’insieme dei suoi vini. Al Vinitaly occupa pertanto un padiglione tra i più estesi e ricchi di vini pregevoli. Non è facile orientarsi, ma possiamo cominciare la nostra visita almeno da tre etichette che ben rappresentano altrettanti pregevoli realtà vitivinicole.
[…] Infine, ci spostiamo nella Sicilia sud-orientale per ritrovare un altro rappresentante della ricchezza vitivinicola della regione, il Cerasuolo di Vittoria Docg. In particolare quello nato dalla terra rossa di Valle dell’Acate, 60% Nero d’Avola, 40% Frappato, e frutto della fortunata vendemmia 2014. Della quale quest’anno la cantina propone anche Il Moro, Nero d’Avola in purezza. Mentre del suo formidabile Tanè troveremo in anteprima l’annata 2013.

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GQ

COMUNICATO STAMPA

VALLE DELL’ACATE: LE NUOVE ANNATE DI 7 VINI PER 7 TERRE
UN CONDENSATO DI PASSIONE E TRADIZIONE SICILIANA

Domenica 9 – mercoledì 12 aprile, Fiera di Verona, viale del Lavoro 8
Padiglione 2 Sicilia, Stand 26 B–31 C

Verona, aprile 2017 – Ci sono tutta la passione, la professionalità e la tradizione di Gaetana Jacono e dell’enologo di fama internazionale Carlo Casavecchia dentro le 7 nuove annate di Valle dell’Acate che saranno presentate al Vinitaly allo stand 26 B-31 C del Padiglione 2.
Sapidi, minerali, fruttati, i vini di Valle dell’Acate hanno delle note sorprendenti che richiamano il Mediterraneo e ricordano il sole, gli agrumi, in una parola la Sicilia.
Cerasuolo di Vittoria, Frappato, Grillo, Nero d’Avola sono i vitigni prediletti da Gaetana Jacono, al comando dell’azienda: una cantina da cento ettari della Sicilia sud orientale la cui produzione è passata negli anni da 30 mila a 400 mila bottiglie grazie alla qualità dei vini, alla capacità di investire nella coltivazione dei vitigni autoctoni siciliani, alla sua caparbietà e perseveranza nel credere ad un progetto con una visione internazionale che l’ha portata a viaggiare per l’ Europa, Stati Uniti, Canada, Cina, Giappone, Russia e India diventando dal 2013 Brand Ambassador del Cerasuolo di Vittoria DOCG e del territorio ragusano.
Coltivo il sogno di realizzare un’azienda agricola perfetta, contemporanea, sostenibile – afferma Gaetana Jacono erede di una famiglia che con Giuseppe Jacono iniziò la produzione vitivinicola alla fine del XIX secolo, quando Vittoria era il centro siciliano più attivo nell’esportazione del vino destinato al mercato francese”.
Da qui l’idea di investire nel progetto “7 terre per 7 vini”, frutto di 50 anni
di sperimentazioni sul campo, prima empiriche poi analitiche, che hanno dato al vino un’espressione unica, in grado di esaltarne l’autenticità e le peculiarità. Ogni vino, infatti, si associa al territorio dal quale nasce. E dunque: i bianchi freschi e profumati Insolia e Zagra, dalla Terra Gialla; il Moro, di buona struttura con profumi spiccati di frutti rossi e cioccolato fondente, dalla Terra Nera; il rosso Frappato, complesso nei profumi e con una buona acidità, dalla Terra Nera con ciottoli di colore bianco; il bianco potente, intenso ma delicato, Bidis, dalla Terra Bianca; il Rusciano, vino di grande struttura e complessità, dalla Terra Rosso Arancio; il Tané, piccolo vigneto che produce non più di 800 gr di uva per pianta, sulla Terra Ocra e cretosa e, ovviamente, il Cerasuolo di Vittoria, dalla Terra Rossa, vino di punta di Valle Dell’Acate,  60% uve del Nero d’Avola a 40% uve del Frappato, che nasce dai vigneti dell’altopiano Bidini Soprano, in possesso della denominazione di origine controllata e garantita (DOCG).

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Il vino su cui ci sentiamo di scommettere quest’anno? Il Cerasuolo di Vittoria! Sì, per il Cerasuolo di Vittoria sarà vittoria! Essendo, come è noto, la fama di un vino e di un territorio, legata alla presenza di una persona carismatica – è stato così in tutte le zone oggi celebri – , i tempi sono maturi, perché questo accada anche per questo vino e per la zona di cui è figlio.
Di pregio, eppure non valorizzato come merita, tanto che accade ancora di vederlo avvicinato ad altra tipologia di cerasuolo con cui nulla ha a che spartire. Visto che siamo in quella Sicilia che è sinonimo di bellezza, gusto, intelligenza, storia, chi ne poteva essere il volto che lo rappresenta, se non una donna, che della sua terra ha tutte le caratteristiche, ovvero bellezza, gusto, intelligenza, storia, appunto.
Gaetana Jacono, titolare della cantina Valle dell’Acate di Acate (Rg). È lei L’“ambasciatrice” del Cerasuolo di Vittoria, del Frappato, dei vini della sua regione e in particolare della sua zona. Erede di una famiglia che con Giuseppe Jacono iniziò la produzione vitivinicola alla fine del XIX secolo, quando Vittoria era il centro siciliano più attivo nell’esportazione del vino destinato al mercato francese. Da quando ha preso le redini della cantina, una ventina di anni fa, lavora inseguendo un sogno, “realizzare un’azienda agricola perfetta, contemporanea, sostenibile”.

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di Marco Gatti

Gaetana Jacono, l’ “ambasciatrice” del Cerasuolo di Vittoria

Vinitaly 2017 è alle porte. E come ogni anno, nei giorni che precedono l’evento veronese, cresce in esperti e appassionati, l’attesa di scoprire quali saranno le novità. Una delle più belle caratteristiche che accompagna da anni la più grande fiera del vino del mondo, il fatto che ogni nuova edizione regali a chi la vive, sorprese. Che sia un nuovo vino di una cantina famosa o l’incontro con un giovane o un piccolo produttore i cui vini non sian conosciuti, piuttosto che l’assaggio di un vino che potrà diventare famoso, o ancora, informazioni o esperienze che servono per capire strada e futuro della propria attività, da Verona non si torna mai a mani vuote.
Il vino su cui ci sentiamo di scommettere quest’anno? Il Cerasuolo di Vittoria! Sì, per il Cerasuolo di Vittoria sarà vittoria! Essendo, come è noto, la fama di un vino e di un territorio, legata alla presenza di una persona carismatica – è stato così in tutte le zone oggi celebri – , i tempi sono maturi, perché questo accada anche per questo vino e per la zona di cui è figlio. Di pregio, eppure non valorizzato come merita, tanto che accade ancora di vederlo avvicinato ad altra tipologia di cerasuolo con cui nulla ha a che spartire.
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