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A SCUOLA DI GUSTO

Quando l’abbinamento tra formaggio e vino è sapientemente scelto, il palato gioisce.

Vini e caprini, a ciascuno il suo. Così, dalla selezione di formaggi del Food Store Prezzemolo & Vitale di Palermo, giocando con profumi e sapori, ecco uno degli abbinamenti proposti, tutto da gustare.
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Il Cerasuolo di Vittoria Classico 2014 è stato segnalato nella rubrica Dei Vini del mese di DiWineTaste con un punteggio di 4/5.
Gli altri vini della cantina sono stati inseriti nella guida

di Stefania Carlevaro

LA VELLUTATA CON LA STRACCIATELLA

Mozzarella, stracciatella, burrata, bocconcini, di bufala o fior dii latte in questa stagione sono una tentazione continua. Per preparare capresi, fare dei crostini, avvolgerli nel prosciutto, farli filare sulla pasta con le acciughe e i broccoli. A me piacciono tanto anche con le vellutate. Come quella di pomodoro, freschissima, che introduce all’estate e sa già di vacanze. Puoi servirla per una cena in terrazza e prepararla prima. Basta fare un soffritto leggero con olio extravergine d’oliva, 1 scalogno affettato sottile e qualche foglia di basilico e poi aggiungere 1 kg di pomodori San Marzano freschi a pezzettoni. Li cuoci per circa mezz’ora a fuoco dolce. Quando sono pronti, condisci con sale e pepe e frulli il tutto. Aggiungi un filo di olio e fai raffreddare bene la crema a temperatura ambiente Un cucchiaio di stracciatella al centro del piatto e la servi con un po’ di basilico.
Provala con un rosso siciliano, un Cerasuolo di Vittoria, Valle dell’Acate.

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DONNA MODERNA

di Giovanna Moldenhauer

Un invito a casa di Gaetana Jacono, che oggi gestisce l’azienda di famiglia produttori enoici da 6 generazioni, ha permesso di assaggiare l’anteprima delle nuove annate di Valle dell’Acate e di conoscere la loro migliore ambasciatrice.

“Ho sempre avuto – ha commentato Gaetana – un grande sogno: creare un’azienda agricola contemporanea e sostenibile e il punto di partenza non poteva che essere la terra. Da qui il progetto “7 terre per 7 vini” frutto di 50 anni di sperimentazioni sul campo, prima empiriche poi analitiche, che hanno indicato il terreno giusto, il più caratterizzante di ogni vigna, donando al vino un’espressione unica, in grado di esaltarne la cifra peculiare. La parola chiave è innovare. Non c’è impresa senza innovazione, innovazione sostenibile. In Sicilia siamo particolarmente avvantaggiati da condizioni climatiche favorevoli a una coltivazione sostenibile. Per questo, la filosofia che applico a ogni attività di Valle dell’Acate è “piccole cose fanno le grandi cose”, per lavorare con un forte senso di responsabilità pensando sempre alle generazioni future”.

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Quando si dice una classifica in equilibrio tra tutte le grandi realtà enologiche del nostro Paese. Una sorta di specchio nel quale si riflette una straordinaria bio-diversità. Tra i 50 migliori vini italiani sotto i 15 euro sono stati selezionati 25 rossi, 20 bianchi, 4 spumanti e 1 vino dolce.
Se le graduatorie con i migliori vini in assoluto vedono spesso in fuga la Toscana e il Piemonte, qui la situazione è molto più differenziata (espongono 15 regioni!). E così finisce che la regione più rappresentata (grazie alla freschezza del Lambrusco e alla nuova qualità del Sangiovese) sia l’Emilia Romagna davanti al Vento, che non è soltanto Prosecco, e alle Marche del Verdicchio.
Il Piemonte (5 vini nei 50) piazza però una grande Barbera al primo posto e un’altra Barbera spettacolare, quella di Palladino, al quarto psto. Quanto alle bollicine si confermano due giganti del metodo Classico, la Berlucchi con il suo Franciacorta base e la Ferrari con il Trentodoc che è sempre una garanzia. Bello vedere che nella classifica si confermano anche le aziende che hanno vinto nelle prime edizioni di Vino Pop. Polvanera con il suo Fiano Minutolo e Enio Ottaviani, del Caciara, che questa volta piazza il Clemente I al settimo posto. Non c’è il buonissimo Rosso di Valtellina di Ar.Pe.Pe. non certo perché non valga un posto nei 50. Anzi… Ma è ormai impossibile trovarlo sotto i 15 euro. Per chi ama i vini dolci andate sul sicuro con il Moscato Belb di Mongioia.

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di Paolo Valente

Sono le colline della valle del fiume Dirillo (anticamente chiamato Achates) che fanno da sfondo al Feudo Bidini dove sorge Valle dell’Acate, la cantina fondata nel XIX secolo da Giuseppe Jacono. Siamo a pochi chilometri da Vittoria, in provincia di Ragusa, cittadina che all’epoca della fondazione dell’azienda era un importante porto per l’esportazione del vino destinato al mercato francese.
Gaetana Jacono è oggi la responsabile di Valle dell’Acate, tenuta che segue con il padre Giuseppe, i fratelli Antonio e Maria Gabriella e la famiglia Ferreri, Ottavio e Francesco, quest’ultimo da poco nominato Presidente di Assovini Sicilia.
Gaetana, sesta generazione di vignaioli, conduce l’azienda e la produzione di vini con mano ferma ma sempre fedele al suo motto: ”Vale più l’eleganza che la potenza, anche nel vino”.
È supportata dalla consulenza di Carlo Casavecchia, un enologo piemontese trapiantato in Sicilia. Con lui condivide la scelta di produrre vini eleganti giocati sulla finezza piuttosto che sulla potenza.
Sempre fortemente radicata al territorio, negli ultimi decenni l’azienda si è ancor di più concentrata sui vitigni autoctoni siciliani e in particolare sulla produzione di Cerasuolo di Vittoria.
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Dal Veneto alla Sicilia, dieci etichette da non perdersi a Verona dal 9 al 12 aprile

Tris siciliano
La Sicilia è un triangolo che contiene mille e una meraviglie. Una di queste è l’insieme dei suoi vini. Al Vinitaly occupa pertanto un padiglione tra i più estesi e ricchi di vini pregevoli. Non è facile orientarsi, ma possiamo cominciare la nostra visita almeno da tre etichette che ben rappresentano altrettanti pregevoli realtà vitivinicole.
[…] Infine, ci spostiamo nella Sicilia sud-orientale per ritrovare un altro rappresentante della ricchezza vitivinicola della regione, il Cerasuolo di Vittoria Docg. In particolare quello nato dalla terra rossa di Valle dell’Acate, 60% Nero d’Avola, 40% Frappato, e frutto della fortunata vendemmia 2014. Della quale quest’anno la cantina propone anche Il Moro, Nero d’Avola in purezza. Mentre del suo formidabile Tanè troveremo in anteprima l’annata 2013.

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GQ

di Raffaele Cumani

Nella splendida cornice di Palazzo Serbelloni a Milano, abbiamo assaggiato le ultime annate dei vini di Valle dell’Acate, realtà tra le più dinamiche del ragusano, che esprime proprio questo territorio attraverso vini ottenuti da uve autoctone e tradizionali, ma non solo, in un’ottica moderna che li rende molto versatili e apprezzabili. Gaetana Jacono, rappresentante della sesta generazione della storica famiglia di produttori, ci ha accolto e raccontato, insieme all’enologo piemontese Carlo Casavecchia, proprio questo approccio con grande passione.

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Valle dell’Acate: le nuove annate di 7 vini per 7 terre, un condensato di passione e tradizione siciliana.

Ci sono tutta la passione, la professionalità e la tradizione di Gaetana Jacono e dell’enologo di fama internazionale Carlo Casavecchia dentro le 7 nuove annate di Valle dell’Acate che saranno presentate al Vinitaly allo stand 26 B-31 C del Padiglione 2.
Sapidi, minerali, fruttati, i vini di Valle dell’Acate hanno delle note sorprendenti che richiamano il Mediterraneo e ricordano il sole, gli agrumi, in una parola la Sicilia.
Cerasuolo di Vittoria, Frappato, Grillo, Nero d’Avola sono i vitigni prediletti da Gaetana Jacono, al comando dell’azienda: una cantina da cento ettari della Sicilia sud orientale la cui produzione è passata negli anni da 30 mila a 400 mila bottiglie grazie alla qualità dei vini, alla capacità di investire nella coltivazione dei vitigni autoctoni siciliani, alla sua caparbietà e perseveranza nel credere ad un progetto con una visione internazionale che l’ha portata a viaggiare per l’Europa, Stati Uniti, Canada, Cina, Giappone, Russia e India diventando dal 2013 Brand Ambassador del Cerasuolo di Vittoria DOCG e del territorio ragusano.
“Coltivo il sogno di realizzare un’azienda agricola perfetta, contemporanea, sostenibile” afferma Gaetana Jacono erede di una famiglia che con Giuseppe Jacono iniziò la produzione vitivinicola alla fine del XIX secolo, quando Vittoria era il centro siciliano più attivo nell’esportazione del vino destinato al mercato francese.

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BEVERFOOD.COM

COMUNICATO STAMPA

VALLE DELL’ACATE: LE NUOVE ANNATE DI 7 VINI PER 7 TERRE
UN CONDENSATO DI PASSIONE E TRADIZIONE SICILIANA

Domenica 9 – mercoledì 12 aprile, Fiera di Verona, viale del Lavoro 8
Padiglione 2 Sicilia, Stand 26 B–31 C

Verona, aprile 2017 – Ci sono tutta la passione, la professionalità e la tradizione di Gaetana Jacono e dell’enologo di fama internazionale Carlo Casavecchia dentro le 7 nuove annate di Valle dell’Acate che saranno presentate al Vinitaly allo stand 26 B-31 C del Padiglione 2.
Sapidi, minerali, fruttati, i vini di Valle dell’Acate hanno delle note sorprendenti che richiamano il Mediterraneo e ricordano il sole, gli agrumi, in una parola la Sicilia.
Cerasuolo di Vittoria, Frappato, Grillo, Nero d’Avola sono i vitigni prediletti da Gaetana Jacono, al comando dell’azienda: una cantina da cento ettari della Sicilia sud orientale la cui produzione è passata negli anni da 30 mila a 400 mila bottiglie grazie alla qualità dei vini, alla capacità di investire nella coltivazione dei vitigni autoctoni siciliani, alla sua caparbietà e perseveranza nel credere ad un progetto con una visione internazionale che l’ha portata a viaggiare per l’ Europa, Stati Uniti, Canada, Cina, Giappone, Russia e India diventando dal 2013 Brand Ambassador del Cerasuolo di Vittoria DOCG e del territorio ragusano.
Coltivo il sogno di realizzare un’azienda agricola perfetta, contemporanea, sostenibile – afferma Gaetana Jacono erede di una famiglia che con Giuseppe Jacono iniziò la produzione vitivinicola alla fine del XIX secolo, quando Vittoria era il centro siciliano più attivo nell’esportazione del vino destinato al mercato francese”.
Da qui l’idea di investire nel progetto “7 terre per 7 vini”, frutto di 50 anni
di sperimentazioni sul campo, prima empiriche poi analitiche, che hanno dato al vino un’espressione unica, in grado di esaltarne l’autenticità e le peculiarità. Ogni vino, infatti, si associa al territorio dal quale nasce. E dunque: i bianchi freschi e profumati Insolia e Zagra, dalla Terra Gialla; il Moro, di buona struttura con profumi spiccati di frutti rossi e cioccolato fondente, dalla Terra Nera; il rosso Frappato, complesso nei profumi e con una buona acidità, dalla Terra Nera con ciottoli di colore bianco; il bianco potente, intenso ma delicato, Bidis, dalla Terra Bianca; il Rusciano, vino di grande struttura e complessità, dalla Terra Rosso Arancio; il Tané, piccolo vigneto che produce non più di 800 gr di uva per pianta, sulla Terra Ocra e cretosa e, ovviamente, il Cerasuolo di Vittoria, dalla Terra Rossa, vino di punta di Valle Dell’Acate,  60% uve del Nero d’Avola a 40% uve del Frappato, che nasce dai vigneti dell’altopiano Bidini Soprano, in possesso della denominazione di origine controllata e garantita (DOCG).

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