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Dicono di noi


di Edoardo Tomaselli

Una nave carica di musica. E’ partita da Genova alla fine di marzo, per arrivare nel porto di Maputo, in Mozambico. E proprio nello stesso periodo il tifone Idai scatenava una scia di morte e distruzione, danneggiando oltre sessantamila abitazioni, lasciandosi alle spalle 150.000 sfollati – perlopiù donne e bambini – e decine di migliaia di ettari di terreno inondato, irrecuperabile per la prossima semina. Davanti a un simile disastro diventa fondamentale che i progetti di cooperazione affrontino non solo l’emergenza del momento ma il lungo periodo, con articolati progetti di sostegno e sviluppo in cui anche la musica ha la sua parte. Nella stiva della nave arrivata a Maputo c’erano 250 strumenti di seconda mano o da riparare, tra cui 12 pianoforti, chitarre, archi, ottoni, percussioni e apparecchiature audio-luci: torneranno dove necessario a nuova vita e verranno inseriti – secondo un principio di economia circolare – nel nascente mercato locale.
Ma la cosa fondamentale è che questo progetto, sotto il nome di Music Fund, ha ormai un background di esperienze acquisite e accumulate nel corso del tempo. Non solo per i ripetuti invii di materiale nel paese africano dal 2011 ad oggi, ma per gli sforzi di diverse realtà che da sempre sostengono il progetto: non solo i privati che hanno donato e donano i propri strumenti, ma l’impegno diretto del festival Milano Musica e il supporto (tra le altre) di realtà come l’azienda vinicola Valle dell’Acate.
Gaetana Jacono guida l’azienda di famiglia a Vittoria, nel Ragusano, dai primi anni ’90: ma oltre a produrre un vino di eccellenza – vitigni come quelli del Frappato e del Cerasuolo – è da sempre legata al mondo della musica.

“Il vino contiene messaggi: è storia di luoghi e di persone. E’ gioia, convivialità e soprattutto condivisione. E qualcosa di simile lo ritrovo anche nella musica. L’ho trovato in un messaggio forte come nel Sistema Abreu, ed è venuto naturale decidere di sostenere concretamente gli sforzi di Music Fund, di cui sono venuta a sapere frequentando il festival Milano Musica. Soprattutto adesso che, dopo diversi invii di strumenti, si è iniziato a formare figure di riparatori, liutai e tecnici della musica. E mi piacerebbe, dopo essere stata in Mozambico a vedere l’avanzamento del progetto, che la prossima raccolta di strumenti si tenesse proprio qui, in Sicilia…”.

In questi anni, gli sforzi di Music Fund hanno inoltre permesso di creare le figure di otto tecnici professionisti, che hanno ora deciso di far convogliare diverse esperienze (grazie anche alla possibilità di essersi formati tra Belgio, Francia e Italia) nella start-up Music Fund Mozambique Atelier, che a Maputo ha allestito quattro diversi spazi per la riparazione di strumenti. Interagendo così con il progetto di formazione musicale Xiquitsi, ispirato a El Sistema, i cui prossimi passi porteranno a diffondere queste esperienze nel resto del paese africano. Progetti di lungo corso che hanno contribuito a sostenere le attività di cinquecento tra studenti e giovani musicisti (sostenuti da cinquanta docenti), mentre nel 2018 è stato inaugurato l’ultimo atelier, destinato alla sola riparazione di strumenti ad arco.

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Amadeus


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