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Dicono di noi


di Raffaella Beltrami

Gaetana Jacono, imprenditrice vinicola siciliana, e Andrea Gola, architetto che vive e lavora a Milano, gestiscono due vite dense di appuntamenti, riunioni e progetti in giro per il mondo. Così, quando non è possibile stare insieme, hanno scelto di condividere: playlist, ebook, applicazioni.

Lei: Gaetana Jacono, affascinante e sicilianissima rappresentante della sesta generazione di viticoltori di Valle dell’Acate, una delle realtà più intraprendenti nel panorama enoico della Sicilia Sudorientale. Nominata Brand Ambassador del Cerasuolo di Vittoria Docg e del territorio ragusano e Ambassador di WE-Women for Expo, guida le sue storiche cantine e vive a Milano, insieme al marito.
Lui: Andrea Gola, architetto e designer, riservato e schivo, progerta, con lo studio che porta il suo nome, luoghi d’arte e cultura, palazzi storici e fondazioni, spazi dell’abitare e del lavoro. La loro è una vita fatta di continui viaggi, anche per piacere, certo, ma soprattutto per lavoro.

La tecnologia e le soluzioni digitali contribuiscono a colmare le vostre lontananze?
GAETANA: «Ricordo quando cominciai a viaggiare per lavoro 25 anni fa e mio padre mi regalò il primo cellulare, un ingombrante Oki. Mia madre non era d’accordo, ma lui voleva che io fossi sempre raggiungibile. Oggi, insieme con Andrea, abbiamo individuato una nostra via, molto personale, per sentirci vicini: visto che ascoltiamo molta musica, Andrea compone grazie a Spotify delle playlist pazzesche che condividiamo, e che io ascolto quando sono in aereo o quando vado in bicicletta. Condividiamo anche la lettura, divoriamo molti libri, e forse ancora di più quando siamo distanti. L’ebook è un altro modo per accorciare la distanza, grazie al Kindle condividiamo i titoli che più ci appassionano. Come l’ultimo che ho scaricato. Le otto montagne di Paolo Cognetti. Io l’ho letto tutto d’un fiato, ma so che ad Andrea piacerà ancora di più perché è un grande amante della montagna».
ANDREA: «Il web ci ha aiutati anche sotto altri aspetti: siamo diventati più mobili. Acquistiamo online il volo aereo, annullando tutti gli step del passato, dal ritiro del biglietto cartaceo al check-in in aeroporto. Partiamo leggeri: con una minuscola valigia e il mio portatile posso anche permettermi di essere a km di distanza dal mio studio, continuando comunque a fare riunioni con i miei collaboratori e a progettare, con tutti i miei dati sempre a disposizione».
GAETANA: «Anche Skype è molto utile. Ho addirittura realizzato in diretta per un’enoteca del Nord Carolina la mia ricetta del tonno scottato allo sciroppo di Cerasuolo di Vittoria. Una volta al mese mi riunisco, poi, con le forze vendite di New York e insieme facciamo una degustazione».

Quando partite per una vacanza insieme, riuscite a staccare la spina dal mondo digitale?
ANDREA:
«Io riesco benissimo a staccare, e non solo in vacanza. Questo mondo dà grandi soddisfazioni a più livelli, ma manca un elemento fondamentale per me: la concentrazione. Il nostro cervello è una macchina potentissima, che ci permette di realizzare cose eccezionali, ma deve avere la possibilità di alternare velocità a lentezza, azione-reazione a riflessione».
GAETANA: «Durante i viaggi di piacere, come quello che abbiamo fatto a Natale in Birmania, ho bisogno di concentrarmi sul Paese che sto visitando, per vivere le emozioni di quel momento. Un altro spazio dove ritrovo la concentrazione è quello dello sport. Quando esco in bicicletta rifletto molto e non rispondo mai al telefono».

Durante il vostro allenamento vi affidate ad app dedicate?
GAETANA:
«Quando corro uso Pacer, un semplice contapassi. Quando vado in bicicletta, invece, sono molto più tecnologica: ho un Garmin sincronizzato con quello della bici. Con Strava studio i percorsi e poi l condivido con gli amici la sera prima di partire per un’escursione: qualche settimana fa abbiamo studiato, e condiviso, un percorso in Liguria».
ANDREA: «Io le utilizzerei se servissero, ma per andare a cavallo non servono. E sufficiente avere un semplice cronometro per alternare in maniera corretta le diverse fasi dell’allenamento. I vantaggi per la mia attività li ho trovati in un altro modo, impegnandomi nello studio e nella sperimentazione di materiali e prodotti tecnici e innovativi per l’equitazione. Ho ideato due tipi di scarpe per cavalli, progettate e fabbricate in Italia, per dare protezione e sicurezza in ogni attività sportiva e ricreativa. Grazie al marketing web, a Facebook, ho poi cominciato a venderle in tutto il mondo. Senza rete vendita, agenti, fiere: vendo a Busto Arsizio con la stessa facilità con cui vendo in Australia. Questo è un prodotto di supernicchia, dal grande potenziale se venduto su internet, perché, ai 200 acquirenti italiani, si sommano, i 200 francesi, i 500 americani, gli australiani. Il bacino di utenza è immenso e sempre in crescita. Diverso sarebbe invece il discorso per il vino: sarebbe impensabile venderlo tramite Facebook…».
GAETANA: «Il web, per una imprenditrice vinicola come me, può essere invece molto utile come ispirazione. Seguendo le influencer del food and wine su Instagram sono costantemente aggiornata sulle tendenze del momento, sulle ricette più interessanti che potrei abbinare alle mie bottiglie, sui posti migliori dove proporre le mie etichette. Postare fotografie belle e accattivanti incuriosisce anche un pubblico più giovane che non è così disinteressato al consumo di vino. L’importante è saper svecchiare, mantenendone comunque il prestigio, l’immagine della storica cantina e renderla appetibile per quell’utente che rappresenta il nostro futuro. Mi sono resa conto che conosciamo tutto di un vino, siamo in grado di realizzare la ricetta di un piatto, ma sono soltanto pochi a saper abbinare il giusto vino al cibo. Per questo ho puntato sulla House of Pairings, un luogo che unisce la tavola alla degustazione: inaugurato l’anno scorso nella Casa del Gelso, nella corte della nostra azienda, è un innovativo format che permetterà di testare, grazie al supporto dello chef Davide Di Corato, tante proposte incentrate sull’associazione dei vini ai piatti».

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